inventio nasce da un'idea semplice e ostinata: che pensare bene significhi soprattutto saper fare ipotesi. Non certezze granitiche, non sistemi chiusi, ma congetture aperte e possibili. Quella forma di ragionamento che Charles S. Peirce chiamava abduzione, e che è alla base di ogni scoperta, ogni invenzione, ogni buona storia.

inventio è il luogo di incontro di scrittori, artisti e scienziati per i quali il pensiero inventivo è il fondamento del lavoro. Uno sguardo che si allarga ai sistemi sociali e comunicativi, nelle relazioni dove l'inventiva circola, prende forma e si fa saggi e narrativa, ricerca e racconto, perché il confine tra i due non è mai stato poi così netto.

inventio segue le tracce del Club Psòmega di Massimo Bonfantini, e di una generazione che ha avuto in Umberto Eco l'esempio del lavoro intellettuale. I testi che trovi qui, nuovi, riediti o di quella stagione, continuano una conversazione che non ha intenzione di fermarsi.

Mauro Ferraresi

Mauro Ferraresi

Mauro Ferraresi insegna Sociologia della Comunicazione all'Università IULM di Milano, dove dirige anche tre master in: Made in Italy, Beauty e Wellness, Eventi. Prima ha insegnato a Ginevra, sollevando qualche fondato dubbio sulla puntualità dei treni svizzeri.

Si occupa di consumi, comunicazione, media e di quel meraviglioso groviglio che è la società delle reti, con l'intelligenza artificiale a complicare e arricchire il quadro. Studia i consumi da trent'anni senza aver mai smesso di consumare, il che gli garantisce un punto di vista privilegiato e qualche senso di colpa. Ha pubblicato più di trenta volumi, alcuni dei quali hanno preso il largo verso Svizzera, Francia, Spagna, Brasile, Inghilterra e Stati Uniti. Scrive o ha scritto per La Repubblica, Domani, Doppiozero, Alfabeta.

Tra le pubblicazioni recenti: Modamedia. Nuovi scenari comunicativi del fashion system (Guerini, 2023) e Sociologia dell'IA. Creatività, coscienza, potere (Guerini, 2025). Spiega ogni anno ai suoi studenti perché una borsa può valere quanto un'automobile, ma non è ancora riuscito a convincere se stesso. Ha scritto un libro sull'intelligenza artificiale prima che l'intelligenza artificiale scrivesse libri su di lui. Per ora. Nel tempo libero si è tolto lo sfizio di scrivere un romanzo giallo: Fuori dai cardini (2016), titolo che potrebbe riassumere tutta la sua filosofia di vita. Restare dentro i cardini non è mai stato il suo forte.

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Paolo Domenico Malvinni

Paolo Domenico Malvinni

Bibliotecario (prima a Riva poi a Trento). Rapito dalla lettura di Opera aperta segue i corsi di Semiotica all'Università di Bologna e si laurea con Umberto Eco con una tesi nella quale espone la ricerca sulla narratività (da Vladimir Propp a Seymour Chatman), e analizza un racconto di Italo Calvino. Nel contempo segue le lezioni di Massimo A. Bonfantini con il quale collabora da ricercatore indipendente nell'indagine della letteratura di genere (poliziesco, science fiction, romanzo di cronaca) e si avvia allo studio del "dialogo", sulla cui scia lavora sul campo in un decennio di lavoro da facilitatore nei Gruppi di lettura condivisa.

Autore di fiction, nel 1991 Umberto Eco sceglie la serie dei suoi racconti con il titolo "Soluzioni felici", per la collana "Clessidra" di Alfredo Guida, da abbinare a "Vocali" dello stesso Eco. Suoi testi vengono portati in scena da Laura Curino, Nora Fuser, Titino Carrara (La magnifica intrapresa 2007, A che serve un poeta 2014). Nel 2023 pubblica l'inventiva avventura delle galee veneziane in Alberi tra gli alberi vele tra le foglie.

Ma è il pensiero del re-inventore della semiotica la sua luminosa ossessione. Parlano così i recenti lavori scritti "in dialogo con" e per capire Charles S. Peirce: il romanzo L'invenzione di una notte (2025), e i racconti Quanto è logico essere buoni (2026). Come dire: ciò che non si riesce a teorizzare s'ha da provare a raccontare. Vive a Riva del Garda, dove è nato più di sei decenni fa.

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Giampaolo Proni

Giampaolo Proni

Nato nel 1955 a Faenza, vive a Rimini.

Nel suo percorso di studio è stato allievo di Umberto Eco e Massimo A. Bonfantini, e successivamente professore al Politecnico di Milano e all'Università di Bologna.

Come ricercatore si è dedicato allo studio di Charles S. Peirce (1839–1914), il più originale e fecondo filosofo statunitense, fondatore della semiotica e del pragmatismo. Su Peirce ha pubblicato libri e articoli accademici. Altro interesse è la semiotica del progetto, l'analisi degli spazi e dei comportamenti del consumo e dei discorsi commerciali.

Come narratore pubblica nel 1982 I vampiri, stampato e distribuito in proprio. Nel 1988 esce su un floppy disk Asia, edizioni FreeBook, rivisto ed edito da Bollati Boringhieri nel 1989 con il titolo Il caso del computer Asia. Altri due romanzi compongono la trilogia dell'IA: La dea digitale (Fazi, 2000) e Digit_Zero (Aracne, 2008). I tre testi sono poi stati riproposti da Antonio Tombolini editore.

Del 1993 è L'indagine di Maria H., Signorelli Editore, un giallo per ragazzi.

È imminente l'uscita di Le Fedeli d'Amore, il primo volume di una nuova trilogia del tutto diversa dai lavori precedenti.

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Salvatore Zingale

Salvatore Zingale

Sono nato in Sicilia dieci anni e quasi un mese dopo la Liberazione. Ma dopo altri dieci anni ho iniziato la vita da migrante: in Germania e nel nord Italia. Avrei voluto frequentare una scuola artistica, ma il destino mi ha portato in un Liceo Classico. A Milano avrei voluto iscrivermi all'accademia di Brera, ma sono finito alla Statale, attratto dalla filosofia. Dopo due anni la A del DAMS di Bologna è stata una irrinunciabile sirena, ma in quell'università ho invece incontrato la Semiotica, con Umberto Eco e Massimo Bonfantini.

Poi nuovamente vita da migrante: durante e dopo la tesi di laurea sono stato per cinque anni a Francoforte sul Meno, città che ho amato e dove sarei rimasto, se un amore più grande non mi avesse riportato a Milano. E poi ancora una volta fra le braccia della Semiotica. Trent'anni a insegnarla al Politecnico: da assistente e da professore associato. Nel frattempo, molti anni all'Istituto d'Arte di Monza e le collaborazioni con Massimo Bonfantini, al Poli e nel Club Psòmega. In questi anni un altro incontro fatale, anzi tre: il design, e più che il design il progetto e l'inventiva.

Due libri in uscita lo testimonieranno: Esercizi nell'immaginazione. La Semiotica del progetto come prassi inventiva (Mimesis, 2026); Orto semiotico. Seminare parole per raccogliere altri segni (Meltemi, 2026). E prima di questi: Gioco dialogo design (ATì, 2009); Interpretazione e progetto. Semiotica dell'inventiva (FrancoAngeli, 2012); Relazioni dialogiche (FrancoAngeli, 2023).

Ma ho pubblicato anche un libro di poesie (Sopra la terra, ATì 2017) e un romanzo (Artisti clandestini, Porto Seguro 2022).

Ora, libero da impegni di lavoro, ritornerò alla Statale a seguire da studente un paio di corsi di filosofia. E a vedere se riesco a completare altre imprese narrative.

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