Ostacoli

Scritto da Salz | giugno 17th, 2011

Triennale di Milano. Il Caffè sarebbe bello, un ampio spazio, ma perché tutti questi ostacoli a occupare lo spazio?

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Quartetto d’archi

Scritto da Salz | giugno 3rd, 2011


Dieci secondi con le braccia alzate a filmare un ramo e un cielo nuvoloso. Associazione con musiche di quartetto d’archi. Non so perché.

Giocolieri

Scritto da Salz | maggio 31st, 2011

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“Il giocoliere lancia clave e altri oggetti in aria e li riprende con inaudita maestria. Ma da dove viene la destrezza del giocoliere?” (Tomás Maldonado, Una macchina per il giocoliere:http://www.ergonomia.info/archivio/maldonado.html).

Cani

Scritto da Salz | maggio 9th, 2011

Fra le cose più belle al mondo: un cane che sgranocchia un pezzo di legno. Perché tutto è gioco.

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Piombo

Scritto da Salz | maggio 9th, 2011

Penso sempre — ogni tanto — alla cattiva, seppur comprensibile, traduzione del titolo del film Die bleierne Zeit di Margarethe von Trotta (1981) con Gli anni di piombo. Questa espressione, riferita agli anni Settanta, di fatto ha voluto dire “gli anni del terrorismo rosso, anni in cui si sparava”. Ma “Die bleierne Zeit” è parte di un verso di una elegia di Hölderlin, Der Gang aufs Land, dove si legge: “Trüb ists heut, es schlummern die Gäng und die Gassen und fast will / Mir es scheinen, es sei, als in der bleiernen Zeit” (mia traduzione: Oggi è nuvoloso, sonnecchiano strade e sentieri e quasi / mi sembra d’essere in un tempo di piombo”). “Die bleierne Zeit” vuol dire allora più precisamente “tempo di piombo”, nel senso di “epoca plumbea”. È quasi la stessa cosa, ma non è la stessa cosa. È tutt’altra cosa. L’epoca davvero plumbea — cupa, torbida, chiusa, senza orizzonte — è questa. Gli anni Settanta, pur resi tragici dall’idiozia del terrorismo, avevano invece molti orizzonti, per chi aveva gli occhi e la mente per vederli. Oggi non di spara piombo, è vero, ma siamo dentro una cassa di piombo.

Coincidenze e destino

Scritto da Salz | aprile 18th, 2011

Non confondere le coincidenze con il destino, diceva John a Jack nella seconda serie di Lost.
Ora sono al Parco Solari, per la passeggiata serale di Polda. In cuffia ascolto le Goldberg Variationen di Bach, suonate al pianoforte da Glenn Gould.
Poi accade che passo accanto a una panchina. Ci sono libri abbandonati. Un fumetto. Un romanzo. Un corso di inglese. Altro ancora. E poi l’intera partitura di Goldberg Variationen di Bach.

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Nemmeno sedere

Scritto da Salz | aprile 14th, 2011

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Ecco che cosa è una proprietà privata: privare gli “altri” di uno dei piaceri più elementari. Riposarsi. Sedersi. Negare al sedere un gradino.

Televisori

Scritto da Salz | aprile 13th, 2011

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Sempre più vecchi televisori catodici in giro sui marciapiedi e sulle aiuole. Segno dei tempi, in tempo di segni d’ostensione. Le tecnologie sono davvero come corpi: prima o poi qualcosa va espulso.

Forma

Scritto da Salz | aprile 13th, 2011

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In lingua italiana, forma ha a che fare con formaggio. O viceversa, ma non importa. Nella caseificazione, che riguarda la trasformazione del latte in burro e formaggio, la forma è ”il vaso bucherellato in cui si mette la cagliata ridotta in grumi per ottenere la pezzatura del formaggio” (www.treccani.it).

Come dire: quando una materia indefinita si definisce, essa prende una forma. Il gioco di parole è a portata di battuta: la forma è ciò che ferma. Ciò che include, racchiude, conchiude, conclude. Una cosa fluida finisce di espandersi.

 

Due cose

Scritto da Salz | aprile 13th, 2011

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Due cose al soffitto. Due mie cose.