Icona e conoscenza
L’icona è la modalità semiotica attraverso cui prende forma la nostra conoscenza del mondo. L’icona è un segno che assomiglia a qualcosa, anche quando non si sa ancora bene a che cosa. È una associazione di forme e di idee, anche quando non si conoscono gli effetti di tale associazione. L’iconicità è, in fondo, la più elementare forma di cognizione: prima ancora di essere qualcosa, ogni oggetto di conoscenza assomiglia a qualcosa.
Una delle proprietà fondamentale dell’icona è quella di far emergere – far intravedere – nuove informazioni sugli oggetti rappresentati. Se di notte nel cielo vediamo un’orsa o un carro, ecco che quell’immagine aiuta a capire qualcosa di più della disposizione delle stelle. E se è arduo comprendere e far comprendere la struttura dell’atomo, qualcosa possiamo ottenere se lo facciamo assomigliare al sistema solare.
«L’unico modo di comunicare direttamente un’idea – scriveva Peirce – è per mezzo di un’icona; e ogni metodo indiretto di comunicare un’idea deve dipendere per la sua istituzione dall’uso di un’icona» (CP 2.278).
Fu attraverso un’associazione iconica che il nostro Marco Polo riconobbe in quello strano liquame “una specie di olio”. Poi qualcuno, ahimé, inventò il petrolio.
Possiamo allora dire che l’iconicità viene trovata, individuata dal confronto fra ciò che si percepisce e ciò che si conosce, in modo tale per cui in un oggetto A si osservano proprietà appartenenti all’oggetto B: un Qualcosa viene conosciuto attraverso le sue relazioni con un Altro e per via della mediazione di un Terzo. Si ha iconicità quando un “oggetto” (sia esso un Oggetto dinamico, sia esso un artefatto comunicativo) interpreta un altro “oggetto” (esterno o interno, come lo è l’Oggetto immediato), diventandone il segno per via di una relazione di somiglianza, nelle sue diverse forme possibili. Ogni tipo di somiglianza si basa su un rapporto di ri-conoscimento: le proprietà o qualità di un oggetto vengono ri-conosciute in un secondo oggetto.
Forme di somiglianza
Ciò che produce iconicità è quindi la somiglianza, e questa va intesa come un ‘genere’ che dà luogo a diverse specie. Vi sono diverse specie e varietà di somiglianze. Nel tentativo di dare a questa varietà un ordine, proviamo a concepire tutte le somiglianze possibili a partire dallo schema sistemico dei segni di Peirce. E soprattutto cerchiamo di applicare anche alle somiglianze le tre categorie (Primità, Secondità, Terzità).
1. Identità e congruenza
Sull’asse della Primità – ovvero della Possibilità – avremo tutti i casi in cui due oggetti hanno rapporto di somiglianza per via di un ri-conoscimento di proprietà o qualità in comune. È il caso dell’identità (quando l’oggetto è il medesimo ma in due situazioni spazio-temporali differenti) e della congruenza (quando si ha somiglianza ‘punto a punto’ ma fra oggetti diversi, come due fogli del medesimo perimetro). Questo tipo di somiglianza potrebbe essere anche chiamata iconicità per contatto o raffronto, e si ha quando due oggetti, messi a contatto l’uno di fronte all’altro (anche teoricamente), permettono di ri-conoscere nell’uno proprietà o qualità dell’altro.
2. Similarità e simulazione
Sull’asse della Secondità – ovvero della Fattualità – avremo tutti i casi in cui fra due oggetti viene notata una relazione fra le reciproche qualità o proprietà. È il caso della similarità (quando si ha persistenza di determinati caratteri ritenuti pertinenti) e della simulazione (quando le relazioni di similarità sono poste ad arte). Questo tipo di somiglianza potrebbe anche essere chiamata iconicità per proiezione o costruzione, e si ha quando le proprietà di un oggetto vengono riprodotte su un secondo oggetto, a scopi dimostrativi, ludici, conoscitivi, strategici.
3. Analogia e omologia
Sull’asse della Terzità – ovvero della Generalità – avremo tutti i casi in cui fra due o più oggetti vengono ricercate relazioni costanti e generali, sulla base di criteri regolatori, tali da costituire delle norme condivise. È il caso della analogia (quando si ha una ‘somiglianza di rapporti’ fra due oggetti secondo il principio della proporzionalità matematica) e della omologia (quando si ha corrispondenza fra alcuni loro caratteri, all’interno di una linea evolutiva filogenetica e dovuta a un’originaria forma comune). Questo tipo di somiglianza potrebbe anche essere chiamata iconicità per convergenza o corrispondenza logica, e si ha quando le proprietà di un oggetto vengono riscontrate su un altro oggetto per via di una argomentazione.
Riassumendo e schematizzando
Somiglianza come contatto o raffronto
Ovvero ri-conoscimento di una qualità: identità / congruenza. – In geometria due figure si dicono congruenti (dal latino congruens: concordante, appropriato), quando è possibile trasformare l’una nell’altra per mezzo di una isometria: traslazione, rotazione, riflessione e tutte le composizioni di queste trasformazioni.
Somiglianza come proiezione o costruzione
Ovvero relazione fra due o più qualità: similarità / simulazione. – Si ha similarità fra due o più oggetti quando si ha la persistenza di determinati caratteri ritenuti pertinenti, pur variando nella proporzione o all’interno di un processo di trasformazione proiettiva.
La simulazione è l’analisi di un fenomeno, di un processo o di un sistema effettuata attraverso la costruzione di un modello (matematico o fisico) che lo imiti, ovvero che ne riproduca artificialmente le proprietà pertinenti.
Somiglianza come convergenza o corrispondenza logica
Ovvero normazione delle qualità note: analogia / omologia. – Si ha analogia quando si ha una somiglianza di rapporti fra due oggetti, strutture o eventi, secondo il principio della proporzionalità matematica: a : b = b : c. L’ala di un uccello e quella di un insetto sono analoghe perché, pur svolgendo la medesima funzione, non hanno alcuna origine evolutiva in comune.
Si ha omologia fra due o più oggetti quando si ha corrispondenza fra alcuni loro caratteri, all’interno di una linea evolutiva filogenetica e dovuta a un’originaria forma comune: l’avanbraccio di un uomo, di un elefante e di un uccello sono omologhi perché, nonostante le grandi differen formali, la loro origine è comune.
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