:: Sulle modalità semiosiche ::

Iconicità dell’irreversibilità

Posted by Salvatore Zingale on Settembre 5th, 2011

Ogni forma di significazione del tempo, anche la narrazione, è infine iconica, perché ogni espressione che miri alla rappresentazione di eventi temporali o disposti nel tempo del tempo (che è un Oggetto dinamico) non può non rappresentare il suo carattere o qualità fondamentale: l’irreversibilità. Ottimo esempio in questo senso è l’opera di artisti come On Kawara e Roman Opalka.

Opalka è morto quasi un mese fa, il 6 agosto 2011, a Chieti. È morto quasi venti giorni prima di compiere 80 anni. Per chi vuol saperne di più c’è Wikipedia e soprattutto il suo sito.

Questo il mio omaggio a un artista che ho sempre amato senza mai sapere bene perché. Ma certamente perché a fatto somigliare la sua arte alla sua vita, e viceversa:

Roman Opalka

Sull’icona

Posted by Salvatore Zingale on Settembre 4th, 2011

Noto che il termine icona può purtroppo indurre, e a mio avviso ha spesso indotto, a confondere la modalità segnica (la somiglianza, e più ancora la riconoscibilità) con l’espressione segnica che da essa, in parte o del tutto, deriva (ciò che ad esempio chiamiamo segni iconici).

È poi davvero strano che quasi nessuno si soffermi su un concetto peirceano di grande rilevanza (selon moi), quello di pure icon, l’iconicità nella sua più irriducibile realtà sensoriale. Una pura icona, osserva Peirce, non è una somiglianza: “it does not draw any distinction between itself and its object” (EP2:163), e “it serves as a sign solely and simply by exhibiting the quality it serves to signify” (EP2:306).

E poi, perché parlare sempre e solo, genericamente, di “somiglianza”? Ce ne sono almeno sette: 1) identità, 2) congruenza, 3) doppio, 4) similarità, 5) simulazione, 6) analogia, 7) omologia.

Diagramma vs Testo

Posted by Salvatore Zingale on Settembre 4th, 2011

La testualità è un irrigidimento della forma semiotica, infatti è uno sviluppo della scrittura e della fine della civiltà orale. Il testo è solo uno dei diversi modi in cui una realtà semiotica prende forma. Il diagramma, o schema, è ad esempio un’altra forma, forse ancora più elementare e fondamentale del testo. Infatti, mentre è agevole tradurre un testo in diagramma, non lo è altrettanto tradurre un diagramma in testo. Perché un testo contiene un diagramma, ma non viceversa.

Tipi di somiglianze

Posted by Salvatore Zingale on Settembre 26th, 2009

Icona e conoscenza

L’icona è la modalità semiotica attraverso cui prende forma la nostra conoscenza del mondo. L’icona è un segno che assomiglia a qualcosa, anche quando non si sa ancora bene a che cosa. È una associazione di forme e di idee, anche quando non si conoscono gli effetti di tale associazione. L’iconicità è, in fondo, la più elementare forma di cognizione: prima ancora di essere qualcosa, ogni oggetto di conoscenza assomiglia a qualcosa.

Una delle proprietà fondamentale dell’icona è quella di far emergere – far intravedere – nuove informazioni sugli oggetti rappresentati. Se di notte nel cielo vediamo un’orsa o un carro, ecco che quell’immagine aiuta a capire qualcosa di più della disposizione delle stelle. E se è arduo comprendere e far comprendere la struttura dell’atomo, qualcosa possiamo ottenere se lo facciamo assomigliare al sistema solare.

«L’unico modo di comunicare direttamente un’idea – scriveva Peirce – è per mezzo di un’icona; e ogni metodo indiretto di comunicare un’idea deve dipendere per la sua istituzione dall’uso di un’icona» (CP 2.278).

Fu attraverso un’associazione iconica che il nostro Marco Polo riconobbe in quello strano liquame “una specie di olio”. Poi qualcuno, ahimé, inventò il petrolio.

Possiamo allora dire che l’iconicità viene trovata, individuata dal confronto fra ciò che si percepisce e ciò che si conosce, in modo tale per cui in un oggetto A si osservano proprietà appartenenti all’oggetto B: un Qualcosa viene conosciuto attraverso le sue relazioni con un Altro e per via della mediazione di un Terzo. Si ha iconicità quando un “oggetto” (sia esso un Oggetto dinamico, sia esso un artefatto comunicativo) interpreta un altro “oggetto” (esterno o interno, come lo è l’Oggetto immediato), diventandone il segno per via di una relazione di somiglianza, nelle sue diverse forme possibili. Ogni tipo di somiglianza si basa su un rapporto di ri-conoscimento: le proprietà o qualità di un oggetto vengono ri-conosciute in un secondo oggetto.

Forme di somiglianza

Ciò che produce iconicità è quindi la somiglianza, e questa va intesa come un ‘genere’ che dà luogo a diverse specie. Vi sono diverse specie e varietà di somiglianze. Nel tentativo di dare a questa varietà un ordine, proviamo a concepire tutte le somiglianze possibili a partire dallo schema sistemico dei segni di Peirce. E soprattutto cerchiamo di applicare anche alle somiglianze le tre categorie (Primità, Secondità, Terzità).

1. Identità e congruenza

Sull’asse della Primità – ovvero della Possibilità – avremo tutti i casi in cui due oggetti hanno rapporto di somiglianza per via di un ri-conoscimento di proprietà o qualità in comune. È il caso dell’identità (quando l’oggetto è il medesimo ma in due situazioni spazio-temporali differenti) e della congruenza (quando si ha somiglianza ‘punto a punto’ ma fra oggetti diversi, come due fogli del medesimo perimetro). Questo tipo di somiglianza potrebbe essere anche chiamata iconicità per contatto o raffronto, e si ha quando due oggetti, messi a contatto l’uno di fronte all’altro (anche teoricamente), permettono di ri-conoscere nell’uno proprietà o qualità dell’altro.

2. Similarità e simulazione

Sull’asse della Secondità – ovvero della Fattualità – avremo tutti i casi in cui fra due oggetti viene notata una relazione fra le reciproche qualità o proprietà. È il caso della similarità (quando si ha persistenza di determinati caratteri ritenuti pertinenti) e della simulazione (quando le relazioni di similarità sono poste ad arte). Questo tipo di somiglianza potrebbe anche essere chiamata iconicità per proiezione o costruzione, e si ha quando le proprietà di un oggetto vengono riprodotte su un secondo oggetto, a scopi dimostrativi, ludici, conoscitivi, strategici.

3. Analogia e omologia

Sull’asse della Terzità – ovvero della Generalità – avremo tutti i casi in cui fra due o più oggetti vengono ricercate relazioni costanti e generali, sulla base di criteri regolatori, tali da costituire delle norme condivise. È il caso della analogia (quando si ha una ‘somiglianza di rapporti’ fra due oggetti secondo il principio della proporzionalità matematica) e della omologia (quando si ha corrispondenza fra alcuni loro caratteri, all’interno di una linea evolutiva filogenetica e dovuta a un’originaria forma comune). Questo tipo di somiglianza potrebbe anche essere chiamata iconicità per convergenza o corrispondenza logica, e si ha quando le proprietà di un oggetto vengono riscontrate su un altro oggetto per via di una argomentazione.

Riassumendo e schematizzando

Somiglianza come contatto o raffronto

Ovvero ri-conoscimento di una qualità: identità / congruenza. – In geometria due figure si dicono congruenti (dal latino congruens: concordante, appropriato), quando è possibile trasformare l’una nell’altra per mezzo di una isometria: traslazione, rotazione, riflessione e tutte le composizioni di queste trasformazioni.

Somiglianza come proiezione o costruzione
Ovvero relazione fra due o più qualità: similarità / simulazione.  – Si ha similarità fra due o più oggetti quando si ha la persistenza di determinati caratteri ritenuti pertinenti, pur variando nella proporzione o all’interno di un processo di trasformazione proiettiva.

La simulazione è l’analisi di un fenomeno, di un processo o di un sistema effettuata attraverso la costruzione di un modello (matematico o fisico) che lo imiti, ovvero che ne riproduca artificialmente le proprietà pertinenti.

Somiglianza come convergenza o corrispondenza logica
Ovvero normazione delle qualità note: analogia / omologia. – Si ha analogia quando si ha una somiglianza di rapporti fra due oggetti, strutture o eventi, secondo il principio della proporzionalità matematica: a : b = b : c. L’ala di un uccello e quella di un insetto sono analoghe perché, pur svolgendo la medesima funzione, non hanno alcuna origine evolutiva in comune.

Si ha omologia fra due o più oggetti quando si ha corrispondenza fra alcuni loro caratteri, all’interno di una linea evolutiva filogenetica e dovuta a un’originaria forma comune: l’avanbraccio di un uomo, di un elefante e di un uccello sono omologhi perché, nonostante le grandi differen formali, la loro origine è comune.

Dalla tipologia dei segni alle modalità semiosiche

Posted by Salvatore Zingale on Maggio 2nd, 2008

La seconda e più nota tricotomia di Peirce, quella che distingue i segni in icone, indici e simboli – è fra le invenzioni teoriche più fraintese e certamente male usate. Infatti, finché la si intende come mera classificazione dei segni (ma allora non si comprende perché da questa classificazione vengano sempre amputate la prima e la terza, le quali sono invece essenziali alla comprensione del ‘quadro sistematico’ delle categorie peirceane), la sua utilità teorica è certamente considerevole ma anche ‘sottodimensionata’.

In genere, poi, in quanto tipologia è anche utilizzata nel modo più banale, riducendo le icone alle immagini, gli indici ai gesti o gli indizi, i simboli ai sistemi codificati. Ciò non è errato, ma è insufficiente.

Proviamo allora a completare ciò che Massimo Bonfantini aveva indicato riconcettualizzando questa tricotomia con il nome di ‘modi dell’espressione’ in Specchi del senso.  Proviamo cioè a intendere l’icona, l’indice i il simbolo come modalità semiosiche attraverso cui qualcosa si presenta o costituisce in quanto rappresentazione segnica. E siccome parliamo di modi e di modalità è giusto anche rinominare i termini della tricotomia. Li chiameremo somiglianza, connessione, convenzione.

Quindi: qualcosa diventa ai nostri occhi e per la nostra mente espressione o rappresentazione segnica, ovvero espressione e rappresentazione di una semiosi in atto, secondo le tre modalità qui sintetizzate (le tre citazioni da Peirce sono tratte da CP 1.558).

A1. Si ha iconicità quando qualcosa assomiglia ad altra cosa precedentemente conosciuta o di cui si ha comunque cognizione, esistente o meno, in modo tale che in virtù di questa somiglianza venga a formarsi un nuovo oggetto di conoscenza. Peirce: “sono icone le rappresentazioni la cui relazione con i loro oggetti consiste semplicemente nel fatto che rappresentazioni e oggetti hanno in comune qualche qualità, e queste rappresentazioni possono essere chiamate somiglianze”.

B1. Si ha indicalità quando qualcosa risulta connessa a un’altra cosa, o fisicamente o topologicamente o per rapporto di causa-effetto, in modo tale che in virtù di tale connessione la loro relazione diventa semioticamente rilevante. Peirce: “sono indici le rappresentazioni la cui relazione con i loro oggetti consiste in una corrispondenza di fatto, e queste rappresentazioni possono essere chiamate indici o segni”.

C1. Si ha simbolicità quando qualcosa è riconducibile, in quanto elemento di un sistema di significanti, a una seconda entità semiotica tipizzata, parte cioè di un sistema di significati, in modo tale che x sia convenzionalmente associabile a y, in modo più o meno arbitrario. Peirce: “sono simboli le rappresentazioni che hanno per base della relazione con i loro oggetti un carattere imputato, rappresentazioni che sono segni generali, e possono essere dette simboli”.

Queste tre modalità sono da intendersi da un lato come dipendenti dalla prima tricotomia, da un altro come conducenti alla terza tricotomia.

I segni di Peirce

Rispetto alla prima tricotomia (Qualisegno, Sinsegno, Legisegno), le tre modalità semiosiche sono tali perché:

A2. ogni somiglianza è possibile a partire dalle qualità e dalle proprietà di due realtà poste come somiglianti, ovvero a partire dai loro aspetti fenomenici e materiali;

B2. ogni connessione è possibile a partire da due o più entità connesse prese in quanto singolarità, ovvero a partire dalla loro specifica e localizzata esistenza;

C2. ogni convenzione è possibile a partire dal carattere di universalità, o di struttura dipendente da una legge, di due realtà correlate, ovvero a partire da una loro correlazione codificata o costante

Rispetto invece alla terza tricotomia (Rema, Dicisegno, Argomento), le tre modalità producono i seguenti interpretanti:

A3. la modalità basata sulla somiglianza, e che si genera dall’indagine sulle qualità oggettuali, produce una espressione segnica in forma di termine, come ad esempio accade con le scritture ideografiche o pittografiche;

B3. la modalità basata sulla connessione, e che si genera dall’osservazione di eventi esistenti, produce una espressione segnica in forma di proposizione, come una frase descrittiva o un giudizio;

C3. la modalità basata sulla convenzione, e che si genera attraverso il ricorso a una regola di correlazione, produce una espressione segnica in forma di argomento o ragionamento, come strumento di conoscenza inferenziale (abduzione, deduzione, induzione).