Nel primo episodio della serie televisiva Numb3rs, Charlie Eppes — un giovane professore genio della matematica e fratello dell’agente speciale dell’FBI Don — ha formulato un’equazione per determinare il quartiere in cui vive un serial killer, e da cui questo muove per i suoi delitti. La puntata si chiama infatti Punto di origine. Ma nell’equazione qualcosa non funziona.Charlie è disperato. Per questa ragione va a trovare il suo ex professore Larry Fleinhardt, fisico teorico e studioso di cosmologia, che in quel momento sta giocando in una sala giochi.
Questo il breve e significativo dialogo fra i due.
Charlie – Larry, qualcosa è andato storto, e non so che cosa. Non riesco neanche a pensare…
Larry – Fammi indovinare. Hai tentato di risolvere un problema che riguarda il comportamento umano e la cosa ti è scoppiata in faccia.
Charlie – Sì, una specie…
Larry – Ecco, vedi, Charlie, tu sei un matematico, e quindi costantemente alla ricerca di eleganti soluzioni. Ma il comportamento umano raramente è elegante. Al contrario, l’universo è qualcosa che si avvicina alla perfezione della divinità. Forse devi trasformare la tua equazione in una cosa che sia meno elegante e più articolata, meno precisa e più elastica. Non sarà bella, ma potrebbe funzionare un po’ meglio. Ehi, Charlie, quando devi lavorare su problemi umani, vai sempre incontro a dolore e pentimento. Chiedi a te stesso se ne valga la pena.
Il senso è chiarissimo: la mente umana è più complessa e imprevedibile perfino dell’universo. Per questo – viene da aggiungere – le scienze umane sono più difficili delle scienze della natura. E per questo le une dovrebbero essere, vicendevolmente, al servizio delle altre.
